Stabilità della rete
La flessibilità è cruciale per gestire l’intermittenza delle rinnovabili, contribuendo a migliorare l’equilibrio istantaneo tra domanda e offerta e favorendo la massima integrazione di queste fonti.

La flessibilità energetica sta trasformando la rete elettrica in un ecosistema intelligente dove le scelte di ciascuno – dalla casa, alla mobilità, fino al comparto produttivo – diventano protagoniste.
In natura, la flessibilità è una dote essenziale. Adattarsi significa evolvere. È nel DNA del camaleonte, che cambia il proprio colore per mimetizzarsi, ma anche per comunicare e regolare la temperatura. Come nel design del bambù, il cui fusto cavo si piega senza spezzarsi sotto la forza del vento. La ritroviamo nel corpo mutevole del polpo, capace di deformarsi per nascondersi in anfratti impensabili, e nella tenacia con cui l'edera insegue la luce solare, adattando la propria crescita per raggiungerla.
L'essere umano ha fatto propria questa legge naturale, applicandola in ogni campo del sapere. Si manifesta nella flessibilità fisica di un ginnasta o nei principi di yoga e pilates, e in quella cognitiva, la capacità di adattare il pensiero a nuove informazioni: un segno di intelligenza, non di debolezza. L’ingegneria la utilizza per progettare edifici antisismici che oscillano per dissipare l'energia di un terremoto, invece di opporre una rigida e fragile resistenza. La tecnologia la ricerca costantemente per creare prodotti più versatili e innovativi, dal grafene agli schermi pieghevoli degli smartphone.
Oggi, questo stesso principio di adattamento intelligente è chiamato a governare una delle sfide più grandi del nostro tempo: la transizione energetica. Il sistema elettrico è in piena trasformazione e, proprio come gli organismi viventi, deve imparare a essere flessibile per integrare le nuove fonti di energia, garantire stabilità e costruire un futuro resiliente.
Il modo in cui produciamo e consumiamo energia sta cambiando radicalmente. Sempre più spesso, l'elettricità viene generata in maniera capillare, anche vicino a noi, dai pannelli solari sui tetti. Questo modello, noto come generazione distribuita, è fondamentale per la transizione energetica, ma introduce una sfida: la natura intermittente di queste fonti richiede un continuo bilanciamento della rete in tempo reale per garantirne sicurezza ed efficienza. In questo scenario, la flessibilità energetica diventa la capacità chiave per adattare la produzione e consumi in risposta ai segnali del sistema. Ecco i principali vantaggi che ne derivano.
La flessibilità energetica è già parte della nostra vita, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Ma in concreto, come viene fornita? E da dove proviene?
Per il consumatore, la flessibilità energetica si traduce in due approcci. L'approccio è diretto quando siamo noi a prendere l'iniziativa, per esempio scegliendo di ricaricare l’auto elettrica nelle ore di picco della produzione da rinnovabili. Il secondo approccio, indiretto, prevede invece che si autorizzi un operatore terzo (come Plenitude) a ottimizzare la gestione dei nostri dispositivi. In questo caso sarà l’operatore a programmare la ricarica dell’auto nelle ore notturne, quando la richiesta di energia elettrica è minore.
Dai nostri consumi (Flessibilità della Domanda)
Non si tratta di consumare meno, ma di consumare meglio. È il cosiddetto Demand Response: far partire un elettrodomestico, ricaricare l'auto o regolare il riscaldamento spostandoli in orari in cui la rete ha un surplus di energia rinnovabile. Tecnologie come gli smart meter e i sistemi di gestione intelligente degli edifici (BEMS) sono gli strumenti che aiutano a rendere tutto questo semplice e automatico.
Da chi produce energia (Flessibilità dell'Offerta)
Se abbiamo un impianto fotovoltaico, diventiamo prosumer, cioè un produttore e consumatore di energia. Se aggiungiamo una batteria di accumulo, evolviamo in un prosumager: il profilo più avanzato, capace di immagazzinare l'energia per usarla quando serve di più a noi o alla rete.
Preleva energia dalla rete per i propri bisogni. Il suo ruolo è passivo: si limita a consumare l'energia fornita dal sistema.
Produce e consuma energia. Inizia a interagire con la rete, immettendo l'energia che non autoconsuma. Diventa un nodo attivo del sistema.
Produce, consuma, accumula e gestisce attivamente i flussi energetici. Offre servizi di flessibilità alla rete in cambio di un vantaggio economico, diventando un protagonista della transizione energetica.
L'adozione di un modello energetico flessibile genera vantaggi concreti e distribuiti, introducendo inedite opportunità per cittadini e imprese. Partecipare attivamente ai meccanismi di flessibilità significa anche accedere a nuove forme di valorizzazione economica. Gli utenti possono infatti ottenere un ritorno economico per i servizi di bilanciamento offerti alla rete o un risparmio diretto in bolletta contribuendo ad un uso più consapevole e ottimizzato dell’energia, trasformandosi da semplici consumatori a protagonisti di un sistema energetico più efficiente.
Il valore della flessibilità nasce dall'interazione tra diversi attori, ciascuno con un ruolo specifico.
Plenitude opera su questo mercato con un doppio ruolo. Come Balancing Service Provider (BSP) ha la responsabilità di mantenere in equilibrio l'energia programmata in immissione o prelievo con quella effettivamente scambiata. Come Balance Responsible Party (BRP) ha la responsabilità finanziaria di bilanciare il proprio portafoglio di immissioni e prelievi, contribuendo alla stabilità del sistema.
Leggi il nostro dizionario della flessibilità.
La flessibilità energetica è una rivoluzione già in atto. Si manifesta in una sinergia di gesti e tecnologie che, spesso in modo invisibile, ridisegna il nostro rapporto con l'energia, trasformando la passività del consumo in partecipazione attiva.
Questo dialogo intelligente con la rete inizia tra le mura di casa e si traduce in una gestione ottimizzata dell'energia, grazie a sensori che regolano autonomamente climatizzazione e illuminazione, al controllo dei picchi di consumo e alla diagnosi predittiva degli impianti. L'energia solare catturata dai pannelli solari viene immagazzinata nella batteria di accumulo, pronta a essere rilasciata dopo il tramonto. A orchestrare questa sinfonia domestica saranno sempre più i registi tecnologici della transizione: connettività e smart meter che traducono le esigenze del sistema in azioni concrete e vantaggiose per l'utente.
Il percorso prosegue nel garage, dove l'auto elettrica si ricarica tramite wallbox di ultima generazione, capaci di dialogare con l'eventuale impianto fotovoltaico e di modulare la velocità di ricarica in base ai picchi di consumo. In un futuro prossimo, le infrastrutture di ricarica diventeranno un partner attivo della rete. Grazie a tecnologie come il Vehicle-one-Grid (V1G) e il Vehicle-to-Grid (V2G), la batteria del veicolo potrà dialogare con la rete, contribuendo a stabilizzare la richiesta energetica in specifici luoghi e momenti. Su scala maggiore, lo stesso principio è applicabile agli impianti industriali, in grado di modulare i propri cicli produttivi per offrire servizi di bilanciamento alla rete ad alto valore aggiunto.
Plenitude ha integrato la flessibilità nella propria strategia, riconoscendola come un asset cruciale per contribuire alla transizione energetica. L'azienda è impegnata in numerosi progetti, in Italia e in Europa, che esplorano e implementano soluzioni innovative.
Plenitude è un attore di primo piano nei principali progetti pilota italiani volti a creare i mercati locali della flessibilità, testando sul campo le dinamiche del futuro mercato energetico. Anche per tutto il 2026, partecipa a RomeFlex con Areti e a MiNDFlex con Unareti. In queste iniziative, Plenitude abilita i propri clienti residenziali alla rete locale, tramite un aumento di energia immessa in rete grazie all’utilizzo di sistemi di accumulo oppure riducendo il prelievo di energia, abbassando i consumi domestici, in cambio di un ritorno economico.
Attraverso progetti europei come FLEX4FACT, Plenitude ha creato una piattaforma cloud che ha la capacità di attivare la flessibilità dei processi produttivi industriali. Con InCUBE, invece, Plenitude testa soluzioni per la gestione di smart city e community, come nel distretto Santa Chiara a Trento. Inoltre, Plenitude partecipa ai programmi di RomeFlex e MiNDFlex modulando il consumo di alcuni clienti industriali e di edifici.
Queste iniziative dimostrano un impegno concreto a contribuire alla costruzione di un ecosistema in cui la flessibilità, orchestrata da piattaforme tecnologiche avanzate, diventi la norma. Il nuovo paradigma energetico non è solo una sfida tecnologica, ma anche un'opportunità culturale: ridisegna il ruolo del consumatore, che da attore passivo diventa protagonista di un sistema più democratico ed efficiente. La collaborazione tra operatori energetici, istituzioni, aziende e cittadini sarà fondamentale per realizzare appieno il potenziale di questo modello e costruire un futuro energetico davvero condiviso.
C’è molto altro da scoprire!
Non serve consultare le stelle per conoscere questa energia: basta alzare lo sguardo al sole per fare chiarezza.
La capacità di accumulo, dalle batterie di casa agli impianti di stoccaggio utility scale, è un tassello fondamentale per il futuro della transizione energetica.
"Energia intelligente". La traduzione letterale di "smart energy" è tanto semplice quanto significativa. Perché questa definizione implica nuovi modelli di produzione e consumo dell'energia, un cambiamento già in atto che sta trasformando il nostro presente. Le nostre case, per esempio, iniziano a utilizzare e misurare l'energia in modo più cons...