- Gabriella, partiamo dal racconto di queste 6 donne e scienziate: quanta energia c'è voluta per arrivare alle loro scoperte?
Per arrivare alle loro scoperte è stata consumata tanta energia da ciascuna di esse. Ma, come ogni volta succede ai grandi geni, le energie erano autoprodotte, nessun apporto dall'esterno, e quindi il sistema era totalmente sostenibile. Queste 6 donne avevano il fuoco dentro. La loro passione per la professione che hanno scelto è stata la miccia che le ha fatte volare. Tutte e 6 hanno volato in maniera diversa, ma hanno volato, sono andate oltre lo sforzo che era stato chiesto loro. Il fuoco dentro lo hanno alimentato con lo studio, con la dedizione al lavoro, con la determinazione e con il coraggio. Tutti ingredienti che ti portano sulla strada della realizzazione.
- E quanta ne è servita per superare i pregiudizi dell'epoca?
Superare i pregiudizi dell'epoca è stata la cosa più complicata da affrontare per tutte loro. I pregiudizi ti demotivano, ti tagliano le gambe, ti tolgono le forze. Eppure, loro sono andate avanti, chi ad un passo normale, chi più lenta, chi ne è uscita malconcia, non a tutte è stato permesso di realizzarsi totalmente nella fisica, per questo ci siamo noi oggi, che ascoltando queste storie possiamo parlare di una nuova consapevolezza da diffondere a tutti, quella che ci permette di fare le cose che sogniamo e di diventare quello che vogliamo diventare.
- Analizziamo un'emozione, che è alla base del gender gap: la paura di non essere credibili. Con il tuo lavoro di divulgatrice e storyteller l'hai superata. Come ci sei riuscita e cosa ti ha ispirato?
La paura di non essere credibili è una sensazione molto strana. Nata da riferimenti, forse televisivi, che ci hanno sempre fatto vedere altro, mentre noi, con la nostra normalità non ci sentiamo pronti all'evento, ci sentiamo fuori luogo. Ecco, questo credo sia uno dei fattori più difficili da abbattere, in ogni campo. Sì, io l'ho superata. Intorno ho avuto da subito delle persone che mi hanno detto 'continua così' o 'sei sulla strada giusta'. E io mi sono subito messa a inseguire i loro consigli, dimenticando tutto il resto. Il mio motto per andare avanti oggi è: non stare dove o con chi non ti fa fiorire.
Insieme a Olimpia, scendiamo in campo contro la violenza di genere
L’impegno di Plenitude non si ferma qui. Lo sport è uno dei motori di cambiamento nella società, perché capace di parlare con semplicità a tante persone differenti. Nella Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, insieme alla squadra di basket dell’Olimpia Milano, l’azienda vuole dare un ulteriore segnale per sconfiggere le ingiustizie. In occasione della partita di Eurolega al Forum di Assago, i giocatori sostengono un’iniziativa per sensibilizzare sul tema della violenza di genere sfruttando un momento sportivo per creare maggiore consapevolezza sulle discriminazioni.
La parità di genere è una sfida da vincere nel quotidiano
Plenitude promuove un cambiamento a partire dall’interno. Già da tempo l’azienda ha intrapreso un percorso volto a favorire la parità di genere, puntando a equilibrare la presenza di donne e a raggiungere la parità remunerativa.
Attualmente Plenitude ha raggiunto il 47,7% di presenza femminile e guarda all’obiettivo del perfetto gender balance entro il 2025; s'impegna inoltre ad arrivare al 40% di donne nel management in Italia e all’estero anche attraverso iniziative interne ed esterne a sostegno dell’empowerment femminile.
Nello sport, nell’innovazione e in generale nella società di oggi sta germogliando una nuova consapevolezza. Un percorso in cui anche le aziende possono fare la differenza per generare un cambiamento a prova di futuro.