L’energia eolica: i progetti di Plenitude, la tecnologia e la storia

Parchi eolici onshore e offshore: il contributo del vento alla transizione energetica.

L'energia elettrica prodotta dai parchi eolici onshore e offshore fa parte del mix di rinnovabili che sostengono la transizione energetica in atto. In Plenitude lavoriamo per trasformare la forza del vento in energia rinnovabile, investendo nello sviluppo e nella gestione di impianti tecnologicamente avanzati, in Italia e nel mondo.

L’impegno di Plenitude nell'eolico

Il percorso di Plenitude per trasformare la forza del vento in energia può contare su parchi eolici operativi in Italia, Kazakistan, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Questa rete globale si sviluppa costantemente lungo due direttrici strategiche: il consolidamento degli impianti a terra e lo sviluppo di importanti progetti offshore nel Mediterraneo e nel Mare del Nord.

Per quanto riguarda l'eolico onshore in Italia, Plenitude può contare su circa 40 parchi concentrati tra Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Sicilia, tra cui spiccano l'impianto calabrese di Borgia e quello pugliese di Banzi La presenza europea si espande in Spagna, guidata dal parco di El Monte e di Numancia. In Francia un accordo con Neoen ha portato all'acquisizione di 14 impianti in sette diverse regioni. L’azione di Plenitude si spinge inoltre fino alla regione di Aktobe, in Kazakistan, con i parchi Badamsha 1 e 2.

Parallelamente, Plenitude è in prima linea nel settore dell'eolico offshore. Attraverso Vårgrønn, la joint venture con HitecVision, partecipa attivamente a iniziative di respiro internazionale come il parco Baltic 2 nel Mar Baltico tedesco e l'ambizioso progetto Dogger Bank nel Regno Unito che, con i suoi 3,6 GW di capacità, rappresenta il più grande parco eolico offshore al mondo. 

L’eolico flottante rappresenta un passo decisivo per il settore, con i parchi GreenVolt e Cenos attualmente in via di realizzazione nelle acque scozzesi. Un'evoluzione che vede protagonista anche il mare italiano, dove Plenitude è impegnata nello sviluppo di alcuni dei progetti galleggianti più avanzati del bacino del Mediterraneo, sia in via diretta, sia attraverso Divento, un consorzio strategico che vede la partecipazione di GreenIT, Copenhagen Infrastructure Partners, 7 Seas Wind Power e NiceTechnology.

impianto dogger bank

Il vento diventa energia: scopri come

Dalle vele delle navi alle pale dei mulini: il vento è una fonte di energia che da sempre accompagna l’uomo. In questo episodio il giornalista Marco Scurati, grazie all’ospite Claudio Piccinelli, Head of Offshore Wind and Northern Europe Renewables Plenitude, ci porta alla scoperta di come può trasformarsi in energia elettrica.

Cos'è l'energia eolica e come funziona

Per spiegare l’energia eolica partiamo da quando il vento incontra le pale della turbina eolica, progettate con una forma aerodinamica simile a quella delle ali di un aereo. Il vento, scorrendo sulle pale, crea una differenza di pressione tra la parte superiore e inferiore, generando una forza di portanza che spinge le pale a ruotare attorno all'albero principale. Questo movimento rotatorio viene trasmesso all'interno della navicella, dove un moltiplicatore di giri accelera il moto dell'albero principale fino a 1.500-1.800 giri al minuto. L'albero principale lavora a bassi regimi di rotazione ed è poi collegato ad un moltiplicatore di coppia/giri che trasferisce la forza cinetica ad un generatore elettrico che, sfruttando il principio dell'induzione elettromagnetica, converte l'energia meccanica di rotazione in energia elettrica sotto forma di corrente alternata (AC) alla frequenza di rete. Successivamente dopo essere stata elevata di tensione da un trasformatore viene immessa in una sottostazione elettrica che a sua volta innalza ulteriormente la tensione per allinearla con quella della rete elettrica pubblica e quindi all’immissione nella rete stessa.

Le componenti principali di una turbina eolica

Onshore e Offshore: dove catturiamo il vento

Le turbine, pur essendo installate a notevole distanza l’una dall’altra, sono spesso raggruppate per formare i cosiddetti parchi eolici. Questi possono essere sia a terra (onshore) sia in mare aperto (offshore).

  • Onshore: il parco eolico sorge sulla terraferma, spesso in aree rurali o collinari dove il vento soffia con maggiore intensità. La vicinanza alla rete riduce la dispersione di energia nel corso del trasporto, mentre costruzione e manutenzione ne favoriscono l’utilizzo anche in chiave di economia locale.

  • Offshore: in questo caso le turbine eoliche sono installate in mare aperto. Sfruttano venti più forti e costanti: questo consente di ottenere una produzione di energia più elevata e prevedibile rispetto all’onshore. Possono essere installate su fondamenta fisse (monopile, gravity base) o galleggianti (floating), a seconda della profondità dell'acqua e delle condizioni del fondale marino. Gli impianti offshore, grazie alla loro superiore capacità produttiva, offrono un rilevante potenziale di crescita per l’energia eolica.

I vantaggi e le sfide dell'energia eolica

L'energia eolica, al pari di altre fonti di energia rinnovabile, offre una serie di vantaggi significativi. Vediamo i principali.

  • Diffusione e disponibilità

    L'energia eolica si ottiene da una fonte rinnovabile e ampiamente disponibile in natura, utilizzabile anche in aree che altrimenti non sarebbero produttive. Nonostante non sia programmabile, può contare su modelli previsionali accurati e assodati.

  • Sviluppo verticale

    Estendendosi in altezza, le turbine facilitano l’utilizzo dei terreni circostanti, dove possono continuare le normali attività produttive, come quelle agricole.

  • Tasso di efficienza elevato

    Per la legge di Betz il 59,3% dell'energia cinetica del vento può diventare energia elettrica. Pur essendo un limite massimo teorico, destinato a scendere in ambiente reale, resta comunque molto interessante.

L'utilizzo dell'energia eolica comporta anche sfide tecnologiche che il settore sta affrontando e superando con soluzioni sempre più avanzate. La tematica principale è legata all'intermittenza: la produzione di energia dipende infatti dalla naturale variabilità del vento, che può mutare per intensità e direzione. Oggi, questa caratteristica viene gestita e bilanciata efficacemente grazie allo sviluppo dei sistemi di accumulo di energia e all’integrazione con altre fonti rinnovabili, come il solare.

Target raggiunti e prospettive future

La storia dell’energia eolica

L'intuizione di sfruttare la forza del vento risale a millenni fa. I primi mulini a vento, infatti, comparvero in Persia già nel VII secolo d.C., mentre in Europa si diffusero ampiamente nel Medioevo. Tuttavia, solo nel XIX secolo, con l'avvento dell'elettricità, si sviluppò l’idea di trasformare l'energia cinetica del vento in energia elettrica.

1887

Il professore scozzese James Blyth costruisce la prima turbina eolica a vela di tela (o "mulino a vento") nella sua casa di vacanza a Marykirk.

1941

Nel Vermont viene costruita la turbina eolica Smith-Putnam, prima al mondo in grado di generare più di 1 MW di elettricità.

1956

Johannes Juul realizza a Gedser in Danimarca una turbina a tre pale da 200 kW di potenza che diventerà un prototipo di riferimento.

1980

Viene installato nel New Hampshire il primo parco eolico al mondo, composto da 20 turbine eoliche da 30 kW ciascuna.

1991

In Danimarca, viene inaugurato il primo parco eolico offshore al mondo.

2028

È la data prevista per la conclusione di Dogger Bank Wind Farm, il più grande parco eolico offshore del mondo.

Le nuove frontiere dell'eolico offshore e il consolidamento degli impianti onshore testimoniano come il potenziale di questa fonte energetica continui a tradursi in risultati concreti. L’integrazione di tecnologie digitali e nuovi modelli di stoccaggio energetico, contribuisce a gestire la variabilità del vento in modo efficace. Lo sviluppo dell’eolico può concorrere alla creazione di valore nel lungo periodo, inserendosi nel più ampio percorso di transizione energetica.

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