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Da Piacenza a Parma, tra colline e torri merlate

12 febbraio 2026

Borgo medievale di Castell'Arquato, Piacenza

Il fascino del viaggio in automobile negli itinerari raccontati da Plenitude: itinerari a lunga percorrenza originali, emozionanti, da fare rigorosamente in mobilità elettrica.

INTRODUZIONE

Questo mese ci muoveremo in Emilia, tra le province di Piacenza e Parma, tra città d’arte e borghi storici di grande fascino, dove la grande pianura incontra le prime alture che portano all’Appennino. 

Da Piacenza, nel cuore della Pianura Padana sulla riva destra del fiume Po, al pittoresco borgo di Castell’Arquato, che domina le colline della Val d’Arda, per giungere poi a Fidenza, tra i luoghi principali delle Terre Verdiane, e a Parma, città ricca di storia, cultura e terra di sapori straordinari. Un itinerario unico tra architetture e percorsi ciclabili. 

Città vecchia con piazza Cavalli, palazzo del Governatore a sinistra e la Basilica di San Francesco d'Assisi

GIORNO 1 – PIACENZA

L’itinerario parte dal cuore di Piacenza, nelle terre dell’Emilia occidentale, tra il piacentino e il parmense. Lasciata l’automobile presso il punto di ricarica di via XXI Aprile, ai margini del centro storico, si può iniziare la visita di Piacenza, situata al termine della storica Via Emilia, fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido per collegare Rimini a Piacenza. 

I due tesori da non perdere nel centro cittadino nella mattinata sono il palazzo Farnese, sede dei Musei Civici che propongono numerose sezioni tra cui la Pinacoteca, il Museo delle Carrozze e l’area dedicata a Vetri e Ceramiche, e la cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina, dal 1940 monumento nazionale.

È invece una lunga passeggiata tra scorci caratteristici, botteghe e qualche altro edificio religioso di pregio quella del pomeriggio, durante la quale meritano una visita la romanica Basilica di Sant’Antonino, tappa dei pellegrini in viaggio lungo la Via Francigena e la basilica di San Savino, dalla preziosa pavimentazione a mosaico. 

Impossibile non fermarsi in una delle gastronomie della città per acquistare qualche eccellenza locale, tra cui gli anolini della Val d’Arda, ripieni di formaggio, pangrattato e noce moscata.

Vista aerea del borgo medievale Castell'arquato immerso in una collina nella calda luce del sole autunnale

GIORNO 2 – CASTELL’ARQUATO - FIDENZA

Sono quaranta minuti di viaggio in auto elettrica tutti da godere quelli che dividono Piacenza dal delizioso borgo di Castell’Arquato. 

Si parte con l’auto carica percorrendo la pianura e le prime alture che portano alla volta dell’Appennino, fino a raggiungere uno dei borghi più belli d’Italia, quel Castell’Arquato che colpisce già da lontano per il suo profilo caratterizzato da torri e mura merlate. Lasciata l’automobile nella parte bassa del borgo, si sale a piedi alla volta della zona antica. 

Arroccato su di un poggio, Castell’Arquato è un interessante centro d’arte ricco di architetture di varie epoche: da non perdere la collegiata romanica di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1122 e spesso sede di concerti di musica classica, e la rocca Viscontea, costruita da Luchino Visconti nel 1342 e di uso esclusivamente militare. 

Tra i tesori architettonici del borgo medievale ci sono il palazzo del Podestà, utilizzato per ospitare i consigli comunali ma anche per mostre e convegni, e il palazzo del Duca, che nella prima metà del XVII secolo era la residenza dei duchi Sforza. 

Alle tante attrazioni artistiche di Castell’Arquato si uniscono poi i suggestivi affacci panoramici sulla Val d’Arda, bagnata dal torrente omonimo.

Lasciato Castell’Arquato si prosegue verso Fidenza, tappa pomeridiana del secondo giorno. Bastano una ventina di minuti di macchina per raggiungere quello che è il centro principale delle terre di Parma dopo il capoluogo. 

Cittadina delle Terre Verdiane, con altri centri della zona tra cui Busseto, Fontanellato e Salsomaggiore Terme, Fidenza merita una sosta anche e soprattutto per la cattedrale di San Donnino, gioiello dell’architettura romanico-padana, costruita tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo.

Una vista aerea che mostra l'iconica Cattedrale di Parma

GIORNO 3 – PARMA

Ultima tappa dell’itinerario nelle terre emiliane occidentali è Parma, tra le principali città della regione, raggiungibile in poco più di mezz’ora di automobile, rigorosamente elettrica, da Fidenza. 

Lasciata l’automobile presso il punto di ricarica di strada dei Mercati 18, si prosegue a piedi alla volta del centro della città. 

Cuore pulsante della Food Valley, celebre in tutto il mondo per le sue eccellenze gastronomiche, Parma è da godere a piedi o in bicicletta, facendo tappa nelle sue botteghe gastronomiche, per assaggiare e comprare quanto di meglio propone la gastronomia locale. Tra portici, piazze e mercati, Parma è infatti bella da visitare ma anche da assaggiare, dove il piacere della scoperta delle sue bellezze architettoniche si unisce alla buona, se non ottima, tavola.

Tra le soste imperdibili di Parma ci sono sicuramente il duomo e il battistero. Il primo è dedicato all’Assunta, consacrato nel 1106 e con la cupola dipinta dal Correggio. Il secondo, completato nel 1307, è rivestito di marmo rosa di Verona ed è rappresentativo del trapasso tra il tardo romanico e il gotico.

Per il pomeriggio ideale è una visita a un tempio della cultura cittadina, il complesso monumentale della Pilotta. Simbolo del potere ducale dei Farnese, il complesso comprende, tra gli altri, il teatro Farnese, meraviglia lignea di Giovan Battista Aleotti e la Galleria Nazionale di Parma, dove si ammirano opere del Parmigianino, del Correggio e di Leonardo da Vinci. 

Non si può lasciare Parma senza essersi concessi una sosta in una delle eleganti pasticcerie del centro per assaggiare la torta Duchessa, dolce parmigiano per eccellenza, che porta il nome dell’amata duchessa Maria Luigia.

Si chiude così con dolcezza la tre giorni emiliana, un viaggio tra Piacenza e Parma, le loro tante bellezze storiche e il loro universo di sapori.

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