
Intorno al 100 a.C., nella periferia di Roma, si stavano diffondendo laboratori dotati di una tecnologia d’avanguardia: le vetrerie. Qui, con la tecnica della soffiatura, venivano fabbricate lastre da applicare alle finestre. Un’invenzione che ha cambiato radicalmente la vita dell’uomo, consentendo di sfruttare appieno la luce e il calore del sole. A duemila anni di distanza, un'altra tecnologia in continuo sviluppo, il fotovoltaico, prosegue su questa strada, rendendo il sole una fonte di energia rinnovabile di fondamentale importanza per la transizione energetica in atto.
Un secolo di luce: la lunga strada verso le celle fotovoltaiche
La storia dell'energia solare e quella dell’elettricità si intrecciano tra XVIII e XIX secolo. Mentre scienziati come Faraday e Volta svelavano i segreti dell'elettricità e dell’elettromagnetismo, il fisico francese Antoine Cesar Becquerel, nel 1839, osservò un fenomeno straordinario: alcuni materiali, esposti alla luce solare, generavano una debole corrente elettrica. Senza quasi rendersene conto, aveva scoperto l'effetto fotoelettrico, come sarebbe stato definito qualche anno più tardi dal professore italiano Antonio Pacinotti che, insieme all’allievo Augusto Righi, spalancò la porta agli studi condotti a inizio secolo da Albert Einstein. Bisognerà attendere la metà del Novecento, con lo sviluppo dei semiconduttori e dei transistor, perché l'energia solare inizi a trasformarsi da curiosità scientifica a concreta fonte di energia. Era il 1953 quando, dai laboratori Bell, uscì la prima cella fotovoltaica.