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C’è molto altro da scoprire!

«Così uniamo talenti ed esperienze per creare software su misura». Angela Carpinelli, Head of Solution Services & Quality Assurance, ci guida in prima persona nel nuovo hub tecnologico di Plenitude.
Creare una Software Factory significa, letteralmente, costruire l'intangibile. Da un lato c'è l'idea del laboratorio, dell'officina – la factory appunto – dall'altro quella del software, fatto di codici e logiche eteree. In Plenitude abbiamo fuso questi due mondi per creare un asset concreto e solido: un luogo dove l'innovazione non viene solo pensata, ma "fabbricata" per diventare patrimonio duraturo di tutta l'azienda.
Immaginiamola come una ricetta di famiglia, frutto della cura e delle intuizioni di diverse generazioni. Penso alla Pastiera che si tramanda a casa mia: non è un semplice dolce, è un insieme di competenze maturate internamente e trasmesse nel tempo. Un sapere vivo, che ha saputo confrontarsi con una realtà in costante mutamento senza mai perdere la propria identità. Negli anni sono cambiati gli ingredienti, i gusti e gli strumenti di lavoro. Dal matterello all’AI, la Pastiera ha saputo evolversi proprio perché radicata in competenze diventate ormai patrimonio di famiglia.
Il primo passo è stato allestire la squadra. Per farlo abbiamo aperto le porte a chi voleva mettersi in gioco e la risposta è stata entusiasmante. I nostri "Factory Builders" sono software engineer potenziati dall’AI. Facendo Tesoro delle loro competenze, arricchite dall’esperienza del disegno di soluzioni, e formati sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sono diventati specialisti in grado di ‘parlare’ con le macchine per tradurre i bisogni del business in tecnologia in modo più veloce e con maggiore qualità.
La Software Factory è come una cucina dove ruoli diversi lavorano insieme per un unico risultato, spinti dalla voglia di trasformare: un verbo che per noi significa cambiare, ma anche creare valore partendo da ciò che già esiste.
Tutti colleghi che si sono candidati spontaneamente e hanno poi seguito una formazione su misura per padroneggiare sia i linguaggi tecnici delle nostre integrazioni, sia i tool di coding basati su AI generativa.
Tornando al nostro paragone culinario, per far funzionare questo nuovo hub servono due elementi: la strumentazione giusta e una visione d'insieme. Il Solution Designer è colui che possiede questa visione: come un cuoco provetto conosce gli ingredienti, padroneggia la ricetta e ha ben chiaro il risultato finale. È una figura chiave che progetta la soluzione nella sua interezza, dall'inizio alla fine. Il suo compito è unire le esigenze di business alle regole tecniche aziendali, assicurandosi che il software creato sia coerente e, soprattutto, facile da utilizzare e gestire nella pratica di tutti i giorni.
A supportare il lavoro operativo ci sono gli agenti. In questo modo, l'AI diventa un vero e proprio collega virtuale basato su modelli avanzati, che ci assiste in tutte le fasi di sviluppo: dalla scrittura del codice alla documentazione, fino alla pubblicazione e messa in opera. Comprende il contesto, suggerisce ottimizzazioni e libera le persone dai compiti ripetitivi.
Se fossimo ai fornelli potremmo pensarlo come un moderno robot da cucina: mentre lui mescola e cuoce, lo chef si dedica alla creatività.
La Factory è una realtà giovane, nata a luglio 2025, che ha mosso i primi passi con un progetto pilota sfidante: lo sviluppo della componente di integrazione su tecnologia cloud Azure, nell'ambito di una migrazione già pianificata. È stato il nostro banco di prova: il primo test reale per dare concretezza a quanto appreso e costruire le fondamenta dei futuri progetti. Ora il gruppo sta man mano crescendo per completare l’internalizzazione degli sviluppi entro l’estate 2026.
C'è un ultimo passaggio fondamentale: il testing automatizzato prima a livello di singolo sviluppo in factory e poi centralizzato all’interno del più ampio lavoro della Quality Assurance (QA). I nostri sistemi simulano scenari reali per evidenziare eventuali difetti, mentre il team QA vigila affinché ogni software rispetti i più alti standard di affidabilità e adesione al requisito di partenza. Tornando alla nostra Pastiera, questo è il momento decisivo dell'assaggio. Dopo aver dosato ogni singolo ingrediente e lavorato l'impasto, dobbiamo assicurarci che tutte le componenti siano in equilibrio prima di portarla in tavola.
Ed è proprio in questa fase che si scopre il vero valore del percorso. La Software Factory segna il passaggio dallo sviluppo "industriale" – il classico outsourcing standardizzato – a quello "sartoriale". Non ci limitiamo più ad adattare soluzioni preconfezionate, ma plasmiamo applicazioni sulle esigenze reali di Plenitude. I benefici sono tangibili: riduciamo i tempi di sviluppo, miglioriamo la qualità del codice e aumentiamo la retention del team perché sentirsi artefici delle soluzioni genera un forte senso di appartenenza.
L'obiettivo profondo è l'internalizzazione delle competenze: smettere di essere semplici acquirenti di tecnologia per diventarne creatori, costruendo una "memoria tecnica" che resti in azienda e ci renda sempre più indipendenti e resilienti alle sfide del mercato.
Unica e inimitabile, proprio come una Pastiera di famiglia.
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La velocità è sorprendente, ma è la sua potenza di calcolo che fa la vera differenza. Un'intelligenza artificiale al servizio di quella umana, che ci supporta nel trasformare l'intero sistema energetico.