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Oltre l’inclusione: il valore della neurodiversità nei processi complessi

13 aprile 2026

persone che lavorano


Le competenze logiche e analitiche delle persone nello spettro autistico sono una risorsa cruciale per il mondo del lavoro, anche nel settore IT. La collaborazione tra Plenitude e Auticon lo dimostra sul campo.

Esiste una narrazione ormai superata che associa la neurodivergenza esclusivamente a un deficit o a una difficoltà di adattamento. Nel mondo della tecnologia e dell’analisi dati, questa prospettiva si sta rovesciando: le menti neurodivergenti – in particolare quelle delle persone nello spettro autistico – rappresentano un patrimonio di competenze specifiche, capaci di intercettare dettagli che spesso sfuggono a un approccio neurotipico. Riconoscimento di pattern complessi, rigore logico, capacità di concentrazione prolungata: non sono semplici caratteristiche, ma elementi differenzianti in un’economia governata dai dati.

È partendo da questa consapevolezza che nel 2025 Plenitude ha scelto di collaborare con Auticon, la più grande società di consulenza a maggioranza autistica al mondo, che offre soluzioni IT ed esperienze nella neuro-inclusione dal 2009.  Una scelta che si innesta naturalmente in un contesto lavorativo, quello di Plenitude, già fortemente orientato alla valorizzazione delle unicità e strutturato su solide politiche di Diversity & Inclusion.

Il progetto: rigore logico applicato alla Data Quality

L’iniziativa si è inserita nell’area Data Governance & Quality, il comparto che garantisce l’affidabilità delle informazioni su cui l’azienda basa le proprie decisioni strategiche e operative. Fare "qualità del dato" significa per esempio assicurarsi che ogni informazione – dall'anagrafica di un cliente ai dettagli tecnici di un'offerta commerciale – sia corretta, coerente e priva di duplicazioni.

Nel 2025, il team Data Governance & Quality di Plenitude ha lavorato in stretta sinergia con Michele Argentino, un consulente Auticon, affidandogli un compito ad alto tasso tecnico: lo sviluppo e l’ottimizzazione di regole di controllo tramite codice SQL. Il risultato è stato netto: la creazione di oltre 80 nuove regole di verifica che hanno permesso di automatizzare controlli massivi. Un lavoro che è stato svolto ottimizzando i processi, mantenendo standard di accuratezza costanti e garantendo la pulizia e l'integrità dei database aziendali.

«La sfida principale non risiedeva negli strumenti informatici, ma nel metodo e nell’estrema attenzione ai dettagli necessari per garantire coerenza nelle verifiche. Durante il progetto il team Plenitude mi ha supportato costantemente, guidandomi nelle logiche operative e permettendomi di operare con la massima efficacia. È stata un'ottima occasione per mettere a frutto disciplina, concentrazione e precisione: competenze fondamentali quando si lavora sul controllo del dato. L'intero percorso mi ha restituito una maggiore consapevolezza sull’importanza della Data Quality e sul valore strategico di un approccio rigoroso alla gestione delle informazioni aziendali» racconta Michele Argentino, consulente Auticon.

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«Questa collaborazione ci ha stimolati ad avere un approccio ancora più preciso, metodico e trasparente, che ha arricchito il nostro modo di lavorare» spiega Alessia Marca, Data Governance & Quality di Plenitude. «Il valore aggiunto è stato doppio: da un lato un impatto concreto sui dati, dall'altro un forte valore umano. È stata un'esperienza che ci ha confermato come inclusività e performance vadano perfettamente di pari passo».

La chiarezza come metodo di lavoro

L'inserimento di una persona neurodivergente in un team agisce come un potente rivelatore delle dinamiche comunicative. Il modello operativo di Auticon prevede il supporto di un job coach per facilitare l'integrazione, ma la vera evoluzione avviene nel lavoro quotidiano.

Per collaborare efficacemente con una mente che predilige la logica letterale e strutturata, il team di Plenitude ha affinato il proprio modo di trasmettere le informazioni: istruzioni prive di ambiguità, obiettivi lineari, documentazione rigorosa. Questa necessità si è tradotta in un vantaggio collettivo: la riduzione dei "non detti" e delle zone grigie ha snellito i processi decisionali, migliorando la qualità del lavoro per tutto il gruppo.

Come sottolinea Imma Di Lecce, Account Manager di Auticon: «Le persone nello spettro autistico possiedono spesso capacità analitiche spiccate e una propensione naturale per attività che richiedono alta concentrazione. Portano nel team una capacità innovativa di vedere le cose con un pensiero laterale, offrendo soluzioni che escono dagli schemi tradizionali».

Un cambio di passo che si riflette sui risultati: «Nei settori del testing software e della gestione dati – continua Di Lecce – la capacità di individuare errori e anomalie in tempi rapidi è decisamente superiore alla media. Non parliamo solo di esecuzione, ma di un approccio alla risoluzione dei problemi che arricchisce l'intera squadra».

Uno scenario di eccellenza tecnologica

Dall'addestramento degli algoritmi generativi al controllo puntuale della qualità dei dati in Plenitude, il filo conduttore resta lo stesso: la capacità di trasformare la diversità cognitiva in eccellenza tecnica, applicando un rigore logico essenziale per governare le tecnologie più avanzate.

Se il punto di partenza è la competenza, il punto di arrivo è inevitabilmente la cultura aziendale. Il successo operativo del progetto conferma la visione tracciata nella Policy ECG (Etica, Compliance e Governance) di Plenitude, dove l'ambiente di lavoro è disegnato per riconoscere e valorizzare le specifiche caratteristiche di ogni persona.

L’esperienza del 2025 dimostra che un contesto lavorativo attento, capace di accogliere modalità di funzionamento differenti, non sta solo compiendo una scelta etica: si sta dotando degli strumenti intellettuali e operativi migliori per competere in un mercato sempre più complesso.

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