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Le risposte alle domande più comuni, i tips e le tecnologie che a casa come in viaggio permettono di ottimizzare i tempi e gli spostamenti.
La ricarica di un veicolo elettrico è il processo attraverso cui energia elettrica viene trasferita alla batteria del veicolo tramite un'infrastruttura di ricarica. Avviene in due modalità principali - corrente alternata (AC) e corrente continua (DC) - che si differenziano per velocità, potenza erogata e contesto d'uso: la ricarica AC è ottimale per soste lunghe (casa, ufficio), quella DC per rifornimenti rapidi in viaggio.
Veloce, silenziosa e tecnologica: la mobilità elettrica è tutto questo, eppure è spesso accompagnata da un insidioso "ma". L'ansia da ricarica rischia infatti di frenarne la diffusione pur essendo, per lo più, frutto di una paura infondata o legata a limiti ormai ampiamente superati. Per dissipare ogni dubbio, impariamo a conoscerla meglio partendo proprio dalle sue basi tecnologiche.
La ricarica di un veicolo elettrico si differenzia in due grandi categorie in base alla corrente utilizzata:
Ricarica con Corrente Alternata (AC)
La ricarica in corrente alternata è la soluzione ideale e più diffusa per le soste di media o lunga durata: ad esempio quando si parcheggia al centro commerciale per un pomeriggio di shopping o al centro sportivo per una partita con gli amici. Le stazioni di ricarica di questo tipo, definite "Quick", erogano una potenza massima di 22 kW. Per garantire i massimi livelli di sicurezza, queste colonnine sono equipaggiate con prese Type 2, seguendo gli standard previsti dalla normativa europea per la ricarica in luogo pubblico (IEC 61851-1 e 62196-2). Questa dotazione assicura la possibilità di ricaricare qualunque veicolo elettrico o ibrido dotato di una spina di tipo 2 conforme alle direttive. Sulle colonnine AC pubbliche, di norma, si dovrà utilizzare il cavo fornito in dotazione con la tua auto (da attaccare alla presa della colonnina). I tempi? Variano in base alla grandezza della batteria della tua auto, ma per una vettura media collegata a una colonnina Quick, una ricarica completa richiede indicativamente dalle 3 alle 5 ore. Aggiungiamo un piccolo consiglio pratico: per evitare intoppi tecnici, è bene ricordare di scollegare sempre il cavo partendo dalla stazione di ricarica e solo successivamente dalla vettura.
Ricarica con Corrente Continua (DC)
La ricarica in corrente continua è invece la tecnologia progettata per chi viaggia e ha la necessità di fare il "pieno" di energia in tempi molto brevi. Le infrastrutture dedicate a questo scopo si dividono in stazioni "Fast", che offrono potenze fino a 150 kW, e stazioni "Ultra Fast", capaci di superare agevolmente la soglia dei 150 kW. Per poter gestire e trasferire in sicurezza questi grandi flussi di energia, le colonnine in corrente continua mettono a disposizione, oltre alla presa Type 2, anche connettori con standard CHAdeMO e CCS2 (il CCS2 è oggi la presa per ricarica rapida più diffusa in Europa sui veicoli di nuova immatricolazione). A differenza delle colonnine AC, qui non devi tirare fuori il tuo cavo dal bagagliaio: il cavo è già attaccato alla stazione, proprio come la pompa di un distributore. I tempi si accorciano: in una stazione Ultra Fast, molte vetture possono recuperare anche l'80% di autonomia in soli 20-30 minuti, il tempo di un caffè in autostrada.
Nessun rischio di errore grazie al caricabatteria di bordo (PCS)
Indipendentemente dalla potenza della stazione scelta, non c'è rischio di sbagliare o di danneggiare la vettura. La ricarica è infatti un processo sicuro e regolato dal caricabatteria presente a bordo dell'auto (tecnicamente chiamato PCS) che comunica costantemente con la colonnina. Il veicolo, in modo del tutto automatico e intelligente, preleverà solo la quantità di energia che è in grado di gestire, proteggendo la batteria e garantendo un rifornimento ottimale.
Gli itinerari della rubrica travel di Plenitude.
Il vero vantaggio della mobilità elettrica si esprime nella quotidianità e, in particolare, tra le mura domestiche. Ricaricare a casa non significa semplicemente "attaccare la spina", ma inserire l'auto nella gestione complessiva dell’energia. Scegliere di installare un impianto fotovoltaico quando si utilizza la ricarica del veicolo in casa può rappresentare un’importante progressione sulla strada dell’efficienza e del risparmio. Alcuni modelli di wallbox sono infatti in grado di dialogare con l'impianto di casa, rilevando quando la produzione di energia solare eccede i consumi domestici per indirizzare questo surplus direttamente alla batteria dell'auto. Il potenziale di questa architettura si amplifica ulteriormente quando al fotovoltaico viene integrato un sistema di storage. Le batterie di accumulo consentono infatti di conservare l'energia elettrica prodotta durante le ore di maggiore irraggiamento per riutilizzarla quando necessario, ad esempio per coprire la domanda aggiuntiva della ricarica notturna. Grazie all’impiego combinato di fotovoltaico e storage, il consumo dovuto all'auto elettrica entra a far parte della quota di autoconsumo dell’abitazione, riducendo così il prelievo dalla rete elettrica esterna.
La wallbox
È il dispositivo a parete, compatibile con tutti i veicoli elettrici, che non solo ottimizza l'utilizzo dell'energia quando i carichi della casa sono inferiori alla produzione dei pannelli solari, ma abbatte notevolmente i tempi di attesa. Un modello base da 3,7 kW completa un ciclo di ricarica in circa 6-8 ore, tempistica che può addirittura dimezzarsi optando per potenze superiori, come i 7,4 kW o i 22 kW, a seconda delle caratteristiche del proprio impianto. L'adozione di una wallbox permette anche di superare uno dei timori più diffusi: il rischio di far saltare la corrente accendendo altri elettrodomestici. Grazie alla funzione di gestione dinamica del carico, il dispositivo rileva l'assorbimento dell'abitazione in tempo reale e rallenta in automatico la ricarica dell'auto quando necessario. Infine, la natura "smart" di questi dispositivi si rivela un alleato anche per il risparmio. Sfruttando la connessione Wi-Fi e le app dedicate, diventa possibile monitorare le statistiche di consumo e programmare l'avvio delle sessioni in base alle proprie esigenze.
La presa di casa
Si può ricaricare utilizzando normali prese di casa? Gli standard normativi europei permettono il collegamento alla rete in corrente alternata (AC) tramite le prese di corrente domestiche (pur con eventuali restrizioni o normative locali specifiche in alcuni Paesi. Il collegamento diretto a prese normate fino a 16A (modo 1), utilizzato spesso per scooter e veicoli in micromobilità, non viene usato per l’auto elettrica. Per il collegamento con le comuni prese domestiche (Schuko) e industriali (fino a 32A) può essere impiegato un cavo dotato di IC-CPD (In-Cable Control and Protection Device) che controlla il processo di ricarica. Anche questa però non può essere considerata una soluzione ideale: le comuni prese domestiche, come le Schuko, non sono infatti progettate per sopportare passaggi di energia elevati per troppe ore consecutive. Per la routine quotidiana, la wallbox resta la scelta più indicata per conciliare prestazioni e sicurezza.
Spesso la resistenza verso l'elettrico nasce da convinzioni radicate ma ormai lontane dalla realtà. Il primo grande timore riguarda la disponibilità dei punti di ricarica: un’ansia che svanisce davanti ai numeri reali. Prendendo come riferimento un operatore integrato come Plenitude On The Road, oggi si contano migliaia di punti di ricarica installati in Italia e in Europa, che si moltiplicano grazie agli accordi di interoperabilità. Una rete capillare che permette di affrontare ogni spostamento in serenità.
Altrettanto diffusa è l'idea che ricaricare richieda troppo tempo. In realtà è l’esatto opposto: con la giusta pianificazione, la ricarica non è più una sosta che interrompe il viaggio, ma un processo che si integra naturalmente nelle nostre abitudini. La maggior parte dei rifornimenti avviene infatti mentre l'auto è ferma, a casa, in ufficio, in hotel. La sosta per l'energia viene così assorbita dalle normali attività quotidiane, come dormire, lavorare o fare la spesa.
Distinguere i fatti dai pregiudizi è uno degli obiettivi di questa guida. Conoscere le soluzioni oggi a disposizione è il primo passo per non farsi più confondere dai falsi miti e iniziare a vivere in modo consapevole la mobilità elettrica.
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Quando si parla di mobilità elettrica, il pensiero corre alle auto private. In realtà ci muoviamo in un mondo percorso da ruote silenziose e versatili.